dallo stampatore

Oggi sono sono stata dallo stampatore dei libri.

Ci sono stata con Giovanni Ferrara, che nell’ultimo periodo è stato il mio interlocutore principale in Fandango per l’editing dell’Aeroracconto.

Giovanni Ferrara se mi chiedete a me io vi dico bene di lui perché lui quando ha ragione ha ragione e io allora gli dico hai ragione e infatti ha ragione.

E ha avuto soprattutto ragione per una questione che io non riuscivo a risolvere, e lui invece ci ha avuto un’intuizione eureka dell’Aeroracconto.

E comunque oggi sono andata con lui dallo stampatore e io pur che avevo paura mi esplodevo di gioia nel vedere l’Aeroracconto stampato in tanti fogli.

E i fogli giravano nelle macchine rotanti. E dopo uscivano e si mettevano ad asciugare e io li guardavo e c’erano gli angioletti e BB e gli amanti che godevano e io non capivo più niente a vedere il mio mondo tirato fuori dalla mia testa e se tu mi chiedi a me bisognerebbe far l’amore tutta la vita e questo è il mio parere inriuscito.

E comunque dallo stampatore io potevo dire facciamo più così più cosà, che è una cosa che per me va bene, perché se tu mi chiedi cosa mi piace io lo so subito e per esempio mi piacciono l’argento e il gelato fondente e le camicie senza collo e il sushi e i mobili bianchi oppure l’acciaio e gli uomini belli oppure le isole. E le cose che mi piacciono mi piacciono proprio e io lo so che mi piacciono. E lì dovevo dire se mi piaceva la prova di stampa quindi lo sapevo se mi piaceva e compatibilmente con le difficoltà della vita umana si faceva come piaceva a me.
E per esempio a me piaceva la carta e mi piaceva vedere come veniva stampata e anche se un signore che era lì mi diceva che dovevamo farlo patinato lucido, l’Aeroracconto, io sapevo che io e il Ferrara avevamo ragione in quanto l’Aeroracconto è una creatura che non è patinata lucida.

Ha tutte le cure ma non ha niente di patinato lucido e per esempio se tu un giorno lo compri non devi aver paura di spiegazzarlo e se ci fai le orecchie a me va bene e se lo sottolinei pure e se al mare me lo incurvi salmastramente perché no l’importante è che tu lo ami l’Aeroracconto, se lo puoi amare. A me non interessa che ci fai le orecchie. Ma faccele, le orecchie! Facciamo le orecchie ai libri! Saremo irreprensibili dopo. Adesso no.

E guardando il mio Aeroracconto pensavo che ci ho quasi quarantadue anni e questi ultimi miei cinque anni sono stati turbolenti e solitari ma che importa, se alla fine ho fatto un libro tutto colorato. Un libro per grandi con le figure!

E i fogli si accumulavano e si accumulavano ed erano tantissimi ed era bello ed era violento vedere.

Uscita di lì, avrei voluto raccontare nei dettagli, in molti dettagli, quello che mi era appena successo, ma non c’è stato modo. Allora ho telefonato al mio miglior amico artistico che però sta all’estero nella sala di montaggio del suo documentario e mi ha detto non posso. Allora ho pensato non importa, vorrà dire che avrò i segreti della stampa dell’Aeroracconto, come una vera persona grande.
E non so se anche tu hai l’impressione che nel tempo ti si creino sempre più pensieri segreti che non c’è modo di dire. Quindi insomma non so se pure a te capita di non essere più neanche tanto scontento di stare tra gli altri come persona segreta dai mille segreti che nessuno saprà.

 

Aeroracconto , Fotodiario , Fotoracconti

1 commento

  • Non ho parole…Solo che sei assolutamente fantastica..mi ritrovo tanto nel modo in cui scrivi, mi affeziono all’idea che tu sia “pro” alle orecche sui libri, più sono vissuti più sono meravigliosi, vissuti, viva le orecchie allora!

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