La serata dello Strega

 

Sono stata alla finale del premio Strega, per la prima volta.

Allora ho visto Villa Giulia. Con le colonne, il prato, le paillettes, i pizzi, le spalline, le luci e i calici. Una sovraeleganza al limite.

E poi, certo, il buffet, imbandito nel giardino. Stavamo in coda sotto agli alberi secolari.

Ci servivano signori in livrea.

Signori in livrea pure sul palco, al tavolo della giuria. Perché anche la giuria mangiava. Lavorando, si intende.

Presidente! Presidente!, lo chiamavano. Ma non si girava. Non si capacitava, Tiziano Scarpa, di essere chiamato così. Eppure, vincitore dello Strega lo scorso anno  (Stabat Mater), era in carica come presidente di giuria.

Arrivava intanto la televisione. E intervistava Paolo Mieli, giornalista e presidente di RCS libri. Dopo la foto, Mieli mi ha guardato interrogativo. Succede di essere guardati così, quando si fa il gioco del giro tra i tavoli.

Si gira tra i tavoli per stare con gli altri. E per sentire vicinanze, seduzioni, frasi coltello, e le più abbaglianti ambiguità. Questa sovrastimolazione sensoriale elettrizza. Può togliere il sonno fino all’alba.

Sa fare il gioco del giro tra i tavoli Francesco Piccolo, brillante scrittore ( La separazione del maschio, Einaudi, ad.es) e sceneggiatore (Virzí, Luchetti, Moretti).

Lo portavano belle scarpe All Star carta da zucchero.

 

Intanto Domenico Starnone, vincitore dello Strega 2001 con l’indimenticabile Via Gemito, faceva un gioco dei tavoli prudente. Procedeva con frequenti pause per ritrovarsi.

I finalisti, senza sosta salutati, complimentati, intervistati, vivevano una performance di ore. Silvia Avallone, autrice di Acciaio, Rizzoli, che quasi vinceva, aveva bei sandali e un discorso sicuro, fluente, molto più adulto della sua età.

Saliva sul palco per l’intervista con Lamberto Sposini Paolo Sorrentino, in finale con Hanno tutti ragione, Feltrinelli. Portava due anelli. Anche sul palco, non smetteva di osservare.

Lo ascoltava Inge Feltrinelli, che dopo la foto ha sorriso.

Nell’attesa della proclamazione dei vincitore, le miniature di Strega si svuotavano.

E risultava il più votato Antonio Pennacchi, per Canale Mussolini, Mondadori.

Per il finale, Pennacchi, vincitore, in quanto vincitore era invitato a salire su una scala e a bere a canna da una bottiglia di Strega, davanti ai fotografi. Vincitore, in quanto vincitore, era già atteso alla trasmissione di Marzullo.

Fotodiario , Fotoracconti

2 commenti

  • Grazie per questo bellissimo giro tra i tavoli !

  • Stai lavorando per noi?…sto aspettando la seconda puntata de la rue de la Bretagne…nel frattempo mi sono vista il “premio strega” con il vincitore Pennacchi. Momento di orgoglio: ha raccontato la storia della “mia terra” così fuori da ogni schema…..nè nord nè sud, città nuova in un paese antico, senza dialetto con decine di accenti, polenta veneta e salsicce di Terracina, tradizione e pionierismo, strade larghe dove entra il sole,colonne di travertino bianche verso il cielo, miscuglio inafferrabile…. come chi ci vive

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