l’Aeroracconto a Parigi

Secondo A. io dovrei fotografare le mie presentazioni. Me lo dice ogni volta che ci vediamo. Sento che ha ragione, ma poi non ci riesco e punto, per via dell’emozione.
A Parigi neppure ho provato a scattare durante la presentazione. L’ho fatto il giorno prima, in perlustrazione.

Ho cominciato dalla vetrina.

All’interno ho fotografato Florence Raut

e i bigliettini che scrive per presentare i libri. E’ una cosa bellissima, questa dei bigliettini. L’ho vista solo, e molto raramente, a Parigi: il libraio ti scrive qualche nota di presentazione sui libri esposti, così tu capisci quale libro fa per te. E’ una cosa che personalmente mi incanta.

Quando trovo una libreria con i bigliettini, me li devo leggere tutti, non ci si può far niente. E’ ineluttabile.

Florence ha detto che farà pure il bigliettino dell’Aeroracconto. Io le ho riposto verrò a controllare e lei ha riso. Ma io non scherzavo, certo che torno a controllare!

E dopo la perlustrazione ho raggiunto François e Mathias che mi aspettavano al caffè davanti alla metro. Che se c’è una cosa che mi manca di Parigi è questo fatto dei caffè. Andarci di continuo di continuo con il computer a fare gli appuntamenti a scrivere a litigare ad aspettare a guardare le altre persone che lavorano scrivono litigano si mettono d’accordo e insomma fanno un gran casino di vita. Siamo rimasti un po’ in quel caffè e poi ci siamo alzati ma non riuscivamo a salutarci, continuavamo a parlare senza congedarci.

E’ stato lì che ho visto questa cosa bellissima che da tanto non vedevo: le sedie impilate del caffè parigino che sta per chiudere. Ma che visione bellissima!

E poi il giorno dopo, quello della presentazione, come previsto non ho scattato proprio. Questa è una foto che ha fatto Florence, come diverse di quelle qui sotto.

E c’erano copie del libro, e praticamente quando presenti un libro poi succede che le persone magari lo comprano e tu scrivi loro la dedica. E’ una cosa che mi piace tantissimo e un po’ mi stanca, perché io non sono capace di fare le dediche a caso oppure le dediche tutte uguali e cerco di scrivere una cosa che abbia un senso e certe volte non mi riesce proprio per niente e mi verrebbe da cancellare e rifare, o da dire scusa ti ricompro io il libro e ti rifaccio la dedica. Ma nella vita certe cose fatte non si possono più disfare. E pur che ho fatto qualche dedica imperfetta, non mi rassegno a fare la dedica standard, perché io sono contro lo standard.

E nelle foto fatte da Mathias che vedi qua sotto c’è Lisa Ginzburg. Era lì  a presentare l’Aeroracconto. E io mi sono divertita era bello ascoltare la presentazione dell’Aeroracconto di una persona che l’aveva letto e non era me ma era un’altra persona e vedeva in quello che ho scritto cose che non immaginavo e le spiegava bene in bei discorsi. E a me piace tanto ascoltare. E se tu mi chiedi se mi piace di più parlare o ascoltare io ti rispondo non so.

Comunque quella sera ho anche parlato, perché Florence mi ha fatto delle belle domande, e anche le persone del pubblico. E un signore francese mi ha fatto una domanda e non ho capito se ce l’aveva con me o no allora ho trovato una risposta gentile ma ferma da adulta e mi piace giocare all’adulta. E comunque poi questo signore ha comprato il libro e io gli ho fatto la dedica, quindi o gli ho risposto bene o non ce l’aveva con me.

E questa è Francesca, che ho conosciuto perché ha letto il libro e mi ha scritto e poi ci siamo viste. Le piace il Supercinema e infatti è stata agli Oscar e poi ha un blog di cinema http://leblogdezazie.blogspot.fr/ e qualche giorno fa sono stata a cena da lei e ha un letto a baldacchino con appesi sopra dei bellissimi vestiti vintage e abbiamo parlato un sacco non siamo andate al cinema era tardi avevam troppo parlato.

Invece questa qua a sinistra è Barbara, di cui scrivo nell’Aeroracconto: è stata lei a portarmi al Sainte Anne insieme a François e così ho visto i giocatori di tennis nella nebbia, una cosa bellissima. E dopo mi ha portata via dal Sainte Anne e siamo andate a mangiare alla Coupole una follia economica in onore di me che avevo il cuore spezzato, che gentile.

E a destra di Barbara vedi Sarah, che studia le danze circolari e insegna teatro e se viene a trovarmi a Roma forse la porto nei siti antichi e facciamo le danze circolari. E’stata Sarah a ordinare per prima il mio libro alla Libreria. Così Florence lo ha visto e mi ha invitata a presentarlo. Altrimenti magari non lo presentavo a Parigi, chi può dire! E Sarah ha scattato la foto qui sotto.

Questa invece è della bella Francesca R, un’attrice giovane dell’Accademia che spesso sta a Parigi.

E se mi chiedi se c’era gente ti dico sì sì e però quasi tutti sono arrivati un po’ sul tardi, tipo mezz’ora dopo l’ora fissata e io mi dicevo se non viene nessuno faccio come ho visto fare a quel regista a Locarno. Si era ritrovato a fare una conferenza in una sala vuota, ed aveva attraversato la cosa con grande eleganza, facendo sentire importanti quei pochi che c’erano, impegnandosi come se la stanza fosse stata piena. Da allora tengo sempre a mente che certe cose nella vita succedono, visto che succedono persino a quel regista lì, e quando succedono bisogna viverle con eleganza e basta. Ma poi la libreria si è riempita, e Florence e il suo socio Andrea ci hanno anche offerto il vino.

 Insomma tutto è andato bene, e alla fine non ho avuto bisogno di imitare quel regista lì.
E non so se anche tu, come faccio io da sempre per mancanza di padri, impari quel che puoi dove puoi, magari anche da sconosciuti, il cui esempio poi sempre ricordi, per essere pronto in caso di difficoltà.

Aeroracconto

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